Insetti

Un entomologo è convinto che Dio sia un bellissimo insetto, l’insetto assoluto, e che l’uomo non sia altro che Dio allo stato di larva. Per l’entomologo teologo saremmo tutti larve di Dio. La qual cosa non sarebbe esente da contraddizioni, come egli stesso riconosce. Se fossimo larve di Dio, in effetti, e se questa affermazione non avesse un significato puramente metaforico, allora verremmo prima di Dio, che sarebbe la nostra fase finale di sviluppo. Con la conseguenza che Dio dovrebbe ancora avvenire, e che dunque potrebbe non avvenire. Ma questo non è possibile, perché Dio deve essere necessario, e deve necessariamente – misticamente se non logicamente – essere, oltre la contingenza del non essere, per essere appunto Dio. Occorre allora – se non si vuole presupporre la perfezione assoluta della larva e la sua coincidenza con Dio – che il tempo scorra all’indietro. Se però il tempo scorresse all’indietro, dalla perfezione del Dio insetto allo stato precedente, quello della larva imperfetta, questo significherebbe una sola cosa: Dio sarebbe perduto per sempre, e l’universo si contrarrebbe verso il nulla della pura nascita. La larva correrebbe inesorabilmente verso l’uovo assoluto. Se poi l’uomo, in quanto larva, stadio precedente, fosse solo il soprassalto all’indietro di un tempo già originariamente compiuto, sarebbe difficile evitare la conseguente esistenza di due Dei insetti in due dimensioni distinte del tempo, e questo darebbe la stura ad una miriade di Dei insetti, e l’universo stesso non sarebbe altro, in fondo che un covo di innumerevoli insetti annidati nelle pieghe del tempo. Il che non sembra più tanto irragionevole.



    





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