La fontana

Un grosso pesce rosso, che vive ormai da anni in una antica fontana dimenticata, è convinto che dalla sua vita dipenda l’esistenza del resto dell’universo. Pensa che quando morirà, il mondo – la sua fontana, i fiumi, i mari, i deserti, le nuvole, la luna, le stelle e gli altri pesci – non esisteranno più. Tutto scomparirà in un istante. Certe sere il pensiero che nessuno sia a conoscenza di questo segreto, e che il destino dell’universo dipenda da lui, lo commuove al punto che riesce persino a perdonare il bambino sconosciuto che da qualche giorno tenta di stanarlo con un ramo dal suo buco sul fondo, per catturarlo con un retino. E allo stesso modo non nutre rancore, ma solo compassione, per l’uccello che da anni, in agguato sul bordo della fontana, cerca di infilzarlo col lungo becco.
Un giorno l’attesa dell’uccello è premiata. Il pesce rosso viene catturato. Divincolandosi, riesce a liberarsi dal becco, ma cade in terra. Lo trova il bambino, che lo rinchiude in una piccola brocca, e poi in una sfera di vetro. Dopo alcuni giorni lontano dalla fresca acqua della fontana, in una boccia opaca e disadorna, continuamente osservato dal bambino, senza stelle e senza luna, la rabbia del pesce è così folle che decide di suicidarsi per distruggere l’universo. Salta fuori dalla sfera e cade sul pavimento. Ma era solo un brutto sogno. L’ultima favola sfocata del bambino affogato nella fontana.



    





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